Lo Stato Parlamentare
L'Inghilterra, prima di Luigi XIV in Francia, vide la dinastia Stuart tentare, senza successo, di instaurare uno stato assoluto. Questo periodo, segnato da tensioni religiose, trasformò l'Inghilterra in uno stato dinamico e moderno, dove la borghesia intraprendente richiedeva massima libertà politica ed economica. Le ricchezze derivanti dalla pirateria e dalle colonie furono reinvestite in innovazioni, favorite dalla politica marittima di Elisabetta I.
La Forte Borghesia Inglese
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La borghesia inglese si rafforzò, identificandosi nelle città con banchieri, finanzieri e armatori, e nelle campagne con gli "intendenti" (gentry), amministratori delle tenute nobiliari.
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Gli intendenti promossero lo sviluppo agricolo e pastorizio con tecniche innovative, evitando carestie e favorendo una crescita demografica, specialmente a Londra.
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Alta e bassa borghesia condividevano una mentalità basata su:
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Puritanesimo: purificazione della Chiesa anglicana da elementi cattolici e influenza della Corona.
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Etica calvinista: dedizione al lavoro.
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Cultura religiosa, tecnica e giuridica: favorita dalla lettura della Bibbia.
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Sostegno incondizionato al Parlamento, specialmente alla Camera dei Comuni.
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Il Trono agli Stuart
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Giacomo I, figlio di Maria Stuart, succedette a Elisabetta nel 1603. A differenza di Elisabetta, Giacomo si intromise in questioni teologiche, inimicandosi puritani e cattolici.
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Giacomo smise di convocare il Parlamento e riprese la vendita di titoli nobiliari per finanziare lo Stato.
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La principale novità fu l'unione di Inghilterra e Scozia, dando origine alla Gran Bretagna.
I Tentativi Assolutistici di Carlo I e la Reazione del Parlamento
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Carlo I, figlio di Giacomo, cercò di imporre l'assolutismo, annullando i poteri del Parlamento.
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Cercò di avvicinare la religione anglicana a Roma, sposando una principessa cattolica e perseguitando i puritani.
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Impose tasse senza l'approvazione del Parlamento, suscitando opposizione.
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La Scozia, calvinista, si sollevò contro la politica religiosa di Carlo.
La Guerra Civile
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Dal 1642 al 1649, il Regno fu diviso tra Cavalieri (partigiani del re) e "Teste tonde" (puritani sostenitori del Parlamento).
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Oliver Cromwell, colonnello puritano, organizzò un esercito efficiente (New Model Army) basato sul merito, sconfiggendo i Cavalieri.
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Carlo I fu processato e decapitato nel 1649, un evento senza precedenti in Europa.
Dalla Repubblica alla Dittatura di Cromwell
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Dopo la guerra civile, fu proclamata la Repubblica (Commonwealth), ma Cromwell instaurò una dittatura personale dal 1653.
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Cromwell sciolse il Parlamento e governò con il sostegno dell'esercito.
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Alla sua morte, nel 1660, il trono fu riconsegnato agli Stuart con Carlo II.
La "Gloriosa Rivoluzione"
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Con il ritorno degli Stuart, riemersero i problemi di accentramento e simpatia per i cattolici.
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Giacomo II, cattolico, abolì l'Habeas Corpus.
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Nel Parlamento si formarono i primi schieramenti politici moderni: tories (aristocratici anglicani) e whigs (borghesi protestanti).
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Nel 1688, Guglielmo III d'Orange fu invitato a salire al trono, Giacomo II fuggì senza spargimento di sangue ("Gloriosa Rivoluzione").
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Guglielmo firmò l'Atto di tolleranza (libertà religiosa) e il Bill of Rights (limitazione dei poteri del re e diritti del Parlamento), trasformando l'Inghilterra in una monarchia costituzionale e uno Stato parlamentare, modello per gli stati democratici moderni.
Conclusione
Lo Stato parlamentare inglese emerse da un lungo processo di conflitti e trasformazioni, culminando nella "Gloriosa Rivoluzione" e nell'affermazione del Bill of Rights. Questo sistema, basato sulla limitazione del potere monarchico e sulla centralità del Parlamento, ha rappresentato un modello fondamentale per lo sviluppo delle democrazie contemporanee in Europa e nel mondo.