L'ANTROPOLOGIA DEL NOVECENTO
L'antropologia nel secondo Novecento si caratterizza per una pluralità di approcci teorici e metodologici. Questo periodo vede il riemergere di prospettive evoluzionistiche, l'affermazione del materialismo culturale, lo sviluppo dell'antropologia interpretativa e la nascita dell'antropologia postmoderna. Ciascuno di questi orientamenti offre una chiave di lettura specifica per comprendere la complessità delle culture umane.
Il Neoevoluzionismo
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Il neoevoluzionismo riprende l'interesse per le spiegazioni generali dello sviluppo culturale, in contrasto con il particolarismo storico promosso da Franz Boas.
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Vere Gordon Childe individua nell'evoluzione del sistema produttivo la forza motrice del progresso storico, distinguendo tre stadi principali: paleolitico, neolitico e civiltà.
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Leslie White definisce la cultura come un sistema integrato composto da tre sottosistemi: tecnologico, sociologico e ideologico, con il sistema tecnologico che svolge un ruolo preminente nello sviluppo sociale.
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Julian Steward, pur riconoscendo l'importanza dell'evoluzione culturale, sottolinea come essa possa seguire percorsi diversi a seconda dell'interazione tra l'uomo e l'ambiente, dando origine a linee evolutive diversificate.

Il Materialismo Culturale
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Il materialismo culturale, rappresentato da Marvin Harris, adotta un approccio scientifico-naturalistico allo studio della cultura, considerando l'uomo come un essere biologico alle prese con problemi di sopravvivenza.
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Questo approccio mira a fornire spiegazioni materiali e scientifiche dei comportamenti culturali, interpretando politica, arte, religione e costumi come risposte alle esigenze di sopravvivenza.
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Il materialismo culturale si ispira al materialismo storico di Karl Marx, alla teoria della selezione naturale di Charles Darwin e alla psicologia comportamentista.
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Harris applica il materialismo culturale all'analisi delle preferenze alimentari, dimostrando come divieti e tabù abbiano spesso una base materiale, legata alle condizioni ambientali e alle risorse disponibili. Ad esempio, il divieto di mangiare carne di maiale presso ebrei e musulmani sarebbe legato ai costi elevati dell'allevamento di maiali in Medio Oriente, mentre il divieto di cibarsi di bovini nell'induismo sarebbe legato all'importanza della mucca nell'economia agricola indiana.
L'Antropologia Interpretativa
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L'antropologia interpretativa, con figure come Clifford Geertz, considera l'uomo come un essere capace di riflettere su sé stesso e di elaborare significati e valori.
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Gli antropologi interpretativi non cercano leggi generali dell'evoluzione culturale, ma si concentrano sull'interpretazione dei significati dei comportamenti culturali all'interno di un contesto specifico.
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Geertz sottolinea l'importanza della ricerca etnografica sul campo, intesa come un'attività intellettuale che richiede l'interpretazione dei fenomeni osservati.
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La "descrizione densa" è un elemento chiave dell'antropologia interpretativa, poiché riconosce che i dati etnografici sono sempre interpretazioni di interpretazioni, e che la pluralità dei punti di vista è una ricchezza.
L'Antropologia Postmoderna
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L'antropologia postmoderna, emersa negli anni Ottanta del Novecento, mette in discussione le teorie che propongono spiegazioni onnicomprensive dell'uomo e della società.
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I postmoderni sostengono che il mondo è troppo complesso per essere compreso nella sua totalità e che può essere rappresentato e raccontato in molti modi, tutti ugualmente validi.
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Questo approccio rinuncia a stabilire criteri di valutazione delle teorie e delle interpretazioni, promuovendo un pensiero "debole" senza pretese di certezze o verità assolute.
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Gli antropologi postmoderni criticano l'attendibilità del resoconto etnografico, sottolineando come esso sia sempre "culturalmente situato" e condizionato dalla prospettiva del ricercatore.
Conclusioni
L'antropologia nel secondo Novecento è caratterizzata da una vivace pluralità di approcci teorici e metodologici. Dal neoevoluzionismo al materialismo culturale, dall'antropologia interpretativa a quella postmoderna, ciascun orientamento offre strumenti specifici per comprendere la complessità delle culture umane. Questi approcci, pur diversi tra loro, hanno contribuito ad arricchire la disciplina e a stimolare una riflessione critica sui metodi e gli obiettivi della ricerca antropologica.